Pannello di carro templare Shiva Tripurantaka e Parvati
€3500,00
Importante pannello di carro templare in legno scolpito che raffigura Shiva Tripurantaka e Parvati. Originario del Tamil Nadu (India del Sud) e databile al XIX secolo o precedente, questo alto rilievo proviene da un carro processionale delle grandi cerimonie indù.
- Solo pannello: H 90 cm x L 63 cm x P 12 cm
- Altezza su base: 100 cm
- Provenienza: Ex collezione Claude de Marteau, venduto con attestato.
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Un pannello di carro templare consacrato a Shiva, Distruttore delle Tre Città
Questo straordinario pannello in legno scolpito adornava un tempo un carro processionale (ratha) del Tamil Nadu, utilizzato durante le grandi feste religiose, come il Ratha Yatra, in cui le divinità lasciavano il tempio per percorrere le strade tra i fedeli. Realizzata in un rilievo profondo e con una straordinaria finezza d’esecuzione, questa composizione rappresenta Shiva in una delle sue venticinque manifestazioni, Tripurantaka Moorthi, il « Distruttore delle Tre Città », accompagnato dalla sposa Parvati e dal loro seguito divino, figure centrali della tradizione scivaita, uno dei principali rami dell’induismo.
La scena è dominata da un imponente Kirtimukha, o « Volto della Gloria », maschera protettiva emblematica dell’architettura sacra indù. Secondo la tradizione, questa creatura nata da Shiva protegge i santuari e respinge le influenze nefaste. Ai due lati, due figure celeste femminili, probabilmente Apsara o Vidyadhari, si muovono nell’aria offrendo ghirlande di fiori in omaggio alla coppia divina.

Il Volto della Gloria e le due celesti, l’ascia (mano destra), l’antilope (mano sinistra) e l’arco fatto del monte Meru.
Il registro principale mostra Shiva e Pārvatī riccamente adornati, raffigurati in un atteggiamento maestoso. Nel registro inferiore, Ganesha, facilmente riconoscibile dalla testa di elefante, siede accanto al fratello Skanda (Kartikeya), mentre un devoto o compagno di Shiva bilancia armoniosamente la composizione sul lato opposto. Sotto il piede di Shiva giace Apasmara Purusha, il demone dell’ignoranza e dell’oblio spirituale, raffigurato con un cobra in mano. La sua sottomissione esprime la vittoria della conoscenza divina e dell’ordine cosmico sulle forze del caos.

A sinistra: un guardiano devoto sotto la freccia che incarna Vishnu; sotto il piede di Shiva, Apasmara. A destra dell’arco, Ganesha e suo fratello Skanda.
Secondo la tradizione indù, tre demoni avevano edificato le tre città volanti di Tripura, costruite in oro, argento e ferro. Per distruggerle, l’intero universo divenne l’arma di Shiva: la Terra formò il suo carro, il Sole e la Luna le sue ruote, il monte Meru il suo arco e Vishnu la sua freccia. Con un unico colpo, Shiva scagliò il Pāśupatāstra, riducendo le tre città in cenere e ristabilendo l’ordine cosmico. Questo episodio simboleggia la vittoria del divino sul male e la distruzione dei tre ostacoli spirituali: l’ego, il karma e l’illusione (māyā).
Shiva tiene nella mano destra il parashu, l’ascia sacra che recide i legami dell’ignoranza e degli attaccamenti terreni. Nella mano sinistra, controlla un’antilope, simbolo della mente umana, sempre in movimento, instabile e difficile da domare. Tenendola pacificamente, Shiva manifesta la sua perfetta padronanza della mente e delle passioni. L’associazione dell’ascia e dell’antilope esprime l’equilibrio tra la potenza della conoscenza divina, capace di recidere l’ignoranza, e la saggezza che placa la mente, mentre Pārvatī, al suo fianco, personifica la Shakti, l’energia creatrice inscindibile da Shiva.
L’unzione delle ceneri: l’origine del Tripundra
Dopo la completa distruzione di Tripura, Lord Shiva si avvicinò ai resti delle città calcinate. Raccolse la cenere sacra (Bhasma o Vibhuti) e se ne cosparse il corpo e il volto. Con il dito, tracciò tre linee orizzontali sulla fronte.















