Claude de Marteau (1935-2016), mercante e collezionista d’arte asiatica

Claude de Marteau (1935-2016)

Commerciante e collezionista d’arte asiatica

Claude de Marteau, collezionista di arte asiatica e mercante riconosciuto a livello internazionale, fu apprezzato soprattutto per l’ampiezza e la qualità del suo insieme di arte asiatica antica. Il suo percorso, in gran parte autodidatta, lo portò a svolgere un ruolo centrale nella circolazione e nel riconoscimento di opere principali provenienti dall’Himalaya, dal Tibet, dal Nepal, dall’India e dal Sud-est asiatico.

Fin da piccolo, la sua attenzione è stata attratta dall’Asia. All’età di diciannove anni partì per un viaggio in solitaria intorno al mondo. La scoperta del continente asiatico lo segnò per sempre e indirizzò definitivamente il suo impegno verso le arti religiose e spirituali.

Una collezione costruita nel corso di diversi decenni

Nel corso di diversi decenni, Claude de Marteau ha raccolto un’eccezionale collezione di oggetti religiosi e artistici: sculture buddiste, opere himalayane, manufatti tibetani e pezzi che abbracciano quasi 1.500 anni di storia. Il suo approccio è caratterizzato da una costante attenzione alla qualità intrinseca delle opere, alla loro potenza iconografica e alla loro coerenza stilistica.

A Bruxelles gestiva due boutique, in particolare nei pressi della Place du Grand Sablon, dalle quali presentava e negoziava opere provenienti dall’Himalaya ma anche dal Sud-est asiatico, in particolare dalla Thailandia e dalla Birmania. Queste gallerie hanno costituito un importante punto di passaggio per collezionisti e istituzioni a partire dagli anni ’70.

Il negozio di Claude de Marteau nel Grand Sablon di Bruxelles negli anni '70

La boutique di Claude de Marteau, in place du Grand Sablon a Bruxelles, negli anni 1970

Con il tempo, Claude de Marteau riduce volontariamente la sua attività pubblica per dedicarsi a una cerchia ristretta di collezionisti esperti e a grandi istituzioni. Molte opere restano allora conservate nella sua dimora, provenienti sia dalla sua passata attività di mercante sia dalla sua collezione personale.

Opere importanti e riconoscimenti internazionali

Tra i pezzi più emblematici associati a Claude de Marteau figura il Brussels Buddha, rappresentazione del Miracolo di Śrāvastī, capolavoro dell’arte greco-buddhista del Gandhara. Questa scultura costituisce una delle sue scoperte più celebri.

Biglietto da visita di Claude de Marteau con il Brussels Buddha

Biglietto da visita di Claude de Marteau che presenta il Brussels Buddha

Claude de Marteau è stato anche l’intermediario attraverso il quale il Cleveland Museum of Art ha acquisito il suo Buddha del periodo Yuan. Nel 1965, John D. Rockefeller III gli acquista il suo Shiva Nataraja, confermando la posizione che occupava allora nelle reti internazionali del mercato dell’arte asiatica.

Il Cleveland Museum of Art gli ha conferito un titolo onorifico, firmato da E. Lee Sherman, direttore dell’istituzione tra il 1958 e il 1983, in riconoscimento delle sue doti e del suo impegno.


Documento del Cleveland Museum of Art per Claude de Marteau

Posterità e trasmissione

Dopo la sua morte nel 2016, parte della collezione di Claude de Marteau è stata messa all’asta da Bonhams, attirando l’attenzione internazionale. Sono state organizzate diverse mostre a Bruxelles, Londra, New York, Hong Kong e Parigi, sottolineando l’importanza duratura del suo contributo alla conoscenza e alla diffusione dell’arte asiatica antica.

La grandissima maggioranza dei pezzi provenienti dal Sud-est asiatico — in particolare dalla Birmania e dalla Thailandia — così come dall’India e dall’Himalaya, è stata acquisita dalla Galleria Vintage Addict, che oggi ne assicura la conservazione, lo studio e la trasmissione.

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