Scatole portamonete Dhokra a forma di pesce – India, circa 1900
€750,00
Insieme di tre contenitori Dhokra a forma di pesce, India, probabilmente Odisha o regione vicina dell’India orientale, fine del XIX-inizio del XX secolo. Realizzati in lega di rame a cera persa, presentano fini decori traforati ed erano verosimilmente destinati a conservare monete, piccoli oggetti o prodotti legati al betel.
Antica collezione Claude de Marteau.
- L 22 cm x H 12 cm x P 6 cm
- L 20 cm x H 9 cm x P 6 cm
- L 19 cm x H 9 cm x P 5 cm
Peso totale: 970 grammi
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Questo insieme di tre scatole portamonete a forma di pesce appartiene alla tradizione indiana del Dhokra, o Dokra, un’antica tecnica di fusione a cera persa particolarmente sviluppata nell’India orientale e centrale. Realizzati in lega di rame, questi pezzi si distinguono per i corpi traforati, i decori geometrici e le silhouette animali molto espressive.
I tre pesci presentano ciascuno un disegno differente: corpo più o meno allungato, code triangolari, pinne stilizzate, tralicci incrociati, spirali e fasce decorative. Questa varietà è caratteristica del lavoro Dhokra, ogni oggetto essendo modellato individualmente prima della fusione e conservando così le proprie irregolarità.
Scatole portamonete Dhokra a forma di pesce
La funzione di questi oggetti è documentata da diverse collezioni indiane. L’Odisha State Museum conserva in particolare una fish shaped Dhokra coin box, una scatola portamonete Dhokra a forma di pesce, scoperta a Badamba, nella regione di Narasimhapur, e datata al XIX secolo.

Badamba, nella regione di Narasimhapur in Odisha, è segnalato come luogo di scoperta di una scatola portamonete Dhokra a forma di pesce del XIX secolo conservata all’Odisha State Museum.
Questi oggetti potevano più ampiamente appartenere alla famiglia dei piccoli contenitori domestici. Nelle arti tradizionali indiane, scatole metalliche erano utilizzate per conservare monete, piccoli oggetti o prodotti legati al consumo del betel. La forma del pesce appare così su diverse categorie di scatole e contenitori.
Nonostante i numerosi trafori, questi pesci non sono gabbie per grilli. Questa identificazione, talvolta avanzata per oggetti asiatici perforati, corrisponde poco ai confronti indiani conosciuti. La loro costruzione e il sistema di apertura li avvicinano molto più direttamente alle scatole-pesce Dhokra conservate nelle collezioni museali.
Un decoro proprio alla tecnica Dhokra
Il decoro traforato è intimamente legato al processo di fabbricazione. Nella fusione Dhokra tradizionale, l’artigiano modella un nucleo di argilla e poi lo riveste di cera o resina lavorata in sottili cordoni. Questi formano i tralicci, le spirali e le linee che appariranno successivamente nel metallo. L’insieme è ricoperto di argilla, riscaldato per evacuare la cera, quindi riempito di metallo fuso.
Il Philadelphia Museum of Art conserva diversi fish-shaped containers realizzati secondo questa tecnica e descrive precisamente questo principio di cordoni di materiale ceroso disposti attorno a un nucleo di argilla. Il traliccio che caratterizza questi tre pesci non è quindi un semplice decoro perforato: esso deriva direttamente dal loro processo di fabbricazione.
Il Dhokra vanta una lunga tradizione in Odisha, nel Bengala e in diverse regioni dell’India centrale e orientale. Gli artigiani hanno sviluppato un vasto repertorio di animali, figure religiose e oggetti domestici, con il pesce che costituisce uno dei loro motivi ricorrenti.
Queste tre scatole-pesce Dhokra provengono dall’antica collezione Claude de Marteau, e costituiscono un insieme particolarmente decorativo e rappresentativo delle arti del metallo popolari dell’India. Una datazione intorno alla fine del XIX o all’inizio del XX secolo appare coerente con gli esemplari comparabili oggi conservati nelle collezioni museali.









