Coppia di Mukhalinga in bronzo, India

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Nell’iconografia indù, il mukhalinga o mukhalingam (ovvero «linga con un volto») è un copri-linga con uno o più volti, tradizionalmente realizzato in ottone, bronzo o argento e fuso a cera persa, raffigurante il volto di Shiva. India, XIX secolo.

  • Il termine «linga» designa un simbolo emblematico del culto di Shiva, un uovo sacro o un oggetto di forma fallica che rappresenta la creazione; essi vengono posti sopra il linga per coprirlo e preservarne le vibrazioni e la potenza.
  • Provenienza: Successione Claude de Marteau.
  • Sinistra H 16 cm x L 12 cm
  • Destra H 24 cm x L 15 cm
  • Peso complessivo: 2,7 KG

 

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Questa coppia di Mukhalinga in lega rameosa, databile tra il XVIII e il XIX secolo, appartiene a un’antica tradizione del culto di Shiva in India. Il termine mukhalinga — letteralmente «linga con un volto» — designa qui un copri-linga metallico che conferisce un aspetto umano alla forma astratta sotto la quale Shiva è tradizionalmente venerato. Entrambi i pezzi provengono dalla collezione del mercante e collezionista Claude de Marteau.

Il linga costituisce uno degli emblemi più antichi e sacri di Shiva. Il British Museum ricorda che questa forma simbolica, realizzata in pietra, argilla o metallo, attraversa l’intera storia del culto shivaita. Fin dai primi secoli della nostra era compaiono anche rappresentazioni in cui il volto del dio emerge dal linga, unendo così la sua presenza astratta alla sua manifestazione antropomorfa.

Mukhalinga in pietra

Un Ekamukhalinga, fonte Wikipedia.

Dare un volto a Shiva

Nei Mukhalinga metallici, questo principio assume una forma particolarmente concreta: il copri-linga veniva posto sul linga durante il culto per conferirgli il volto di Shiva. Questa trasformazione permetteva al fedele di stabilire con la divinità una relazione visiva più diretta, essenziale nella nozione indù di darshan, lo scambio di sguardi tra il dio e il suo devoto.

Deux visage de Shiva pour couvrir les linga en Inde appelés mukhalinga

I tratti fortemente marcati di questi due esemplari — grandi occhi, sopracciglia accentuate, baffi, orecchie ornate e acconciatura strutturata — appartengono precisamente a questa iconografia. Il National Museum di Nuova Delhi conserva un Mukhalinga metallico proveniente dal Karnataka/Maharashtra, di cui sottolinea gli occhi sporgenti, le folte sopracciglia, i baffi e i gioielli. Un’altra collezione museale documenta un Mukhalinga in bronzo del Maharashtra, datato tra il 1701 e il 1900, confermando la permanenza di questo tipo nell’India occidentale.

Questi copri-linga erano dunque veri e propri oggetti di devozione, installati sull’emblema di Shiva durante le pratiche rituali e suscettibili di essere manipolati, rimossi o ricollocati a seconda delle circostanze del culto. La loro patina e l’ammorbidimento di alcune superfici assumono pieno significato in questo contesto di uso prolungato.

Differenti per dimensioni e modellato, i due pezzi formano un insieme coerente che illustra le variazioni di uno stesso tipo rituale. La loro presenza congiunta offre una testimonianza particolarmente evocativa di come l’arte religiosa indiana abbia saputo dare un volto alla potenza simbolica del linga, facendo apparire Shiva stesso nel cuore dell’oggetto di culto.

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