Joe Colombo – Designer

Joe Colombo (1930–1971) è una delle figure maggiori del design italiano degli anni ’60. Le sue creazioni futuristiche uniscono forme organiche, materiali innovativi e ricerca del comfort. Dalla poltrona Elda ai mobili modulari e alle lampade Space Age, immagina oggetti funzionali, mobili e capaci di trasformare il nostro modo di abitare.

Joe Colombo: il design italiano proiettato verso il futuro
Cesare « Joe » Colombo nasce a Milano nel 1930. Inizialmente attratto dalla pittura e dai movimenti artistici d’avanguardia, apre il suo studio di design nel 1962. In un’Italia in piena modernizzazione, immagina un habitat più libero, dove i mobili diventano mobili, modulari e multifunzionali.

Il suo lavoro incarna lo spirito sperimentale del design degli anni ’60. Per Kartell progetta la sedia Universale, commercializzata nel 1967, che sfrutta le possibilità della plastica iniettata. La poltrona 4801, inizialmente realizzata in compensato curvato nel 1965, testimonia un altro approccio alla materia e sarà successivamente riedita in plastica.
La poltrona Elda: dalle edizioni Comfort alle produzioni Longhi
Creata nel 1963, la poltrona Elda di Joe Colombo associa un’imponente scocca girevole in fibra di vetro a generosi cuscini trapuntati in pelle. Il contrasto tra la rigidità della struttura e la morbidezza del rivestimento dà vita a una poltrona avvolgente, quasi architettonica, diventata emblematica del design italiano.

Messa in produzione a partire dal 1965 da Comfort Fratelli Longhi, la poltrona Elda figura ancora oggi nel catalogo di Longhi con il riferimento X105. Una continuità che rende essenziale la distinzione tra un esemplare d’epoca e una produzione contemporanea. I marchi Comfort o Longhi, i materiali, i dettagli costruttivi e la coerenza del loro invecchiamento permettono di affinare l’identificazione delle diverse edizioni.
Il carrello Boby: da Bieffeplast a B-Line
Creato nel 1970 e inizialmente edito da Bieffeplast, il carrello Boby illustra la ricerca di modularità cara a Joe Colombo. I suoi scomparti rotanti e le ruote trasformano un contenitore ordinario in un mobile mobile, utile sia in un ufficio che in un laboratorio o in un interno domestico.

Riedito da B-Line dal 1999, il Boby rimane una delle creazioni più riconoscibili del designer. Le edizioni storiche Bieffeplast e le produzioni contemporanee B-Line si distinguono in particolare per i marchi e il periodo di fabbricazione, due criteri importanti per gli amanti del mobile vintage.
Le lampade di Joe Colombo: da Kartell a Oluce
Joe Colombo applica la sua visione futurista anche all’illuminazione. Per Kartell sviluppa negli anni ’60 diverse lampade con i riferimenti KD24, KD27, KD28 e KD29. Questi modelli esplorano diverse possibilità di diffusione luminosa e di utilizzo di materiali sintetici: riflettori arrotondati, diffusori opalini, finiture metalliche e, per la KD29, un vassoio integrato.

La KD28, creata nel 1967, illustra questa ricerca con il suo diffusore in plastica opalina e la silhouette arrotondata. Kartell la rimette in produzione nel 2025, adottando materiali riciclati, un diffusore satinato e un cavo tessile coordinato al basamento. Le edizioni d’epoca e le produzioni contemporanee devono quindi essere distinte nonostante la loro somiglianza. Le lettere KD costituiscono un riferimento di catalogo Kartell, senza un significato esteso sufficientemente documentato per essere affermato.

Per Oluce, Joe Colombo progetta parallelamente diverse lampade da tavolo design e lampadari innovativi. La Spider (1965) e la Coupé (1967) privilegiano i riflettori orientabili, mentre l’Acrilica, creata con Gianni Colombo nel 1962, sfrutta le proprietà ottiche di un grosso pezzo di acrilico curvato. Molti di questi modelli figurano ancora nel catalogo di Oluce, prolungando la loro diffusione ben oltre le edizioni storiche.

Scomparso prematuramente nel 1971, Joe Colombo lascia un’opera che preannuncia i nuovi modi di abitare del design degli anni ’70. Le sue creazioni continuano a essere ricercate per la loro inventiva, la loro funzionalità e quel modo singolare di immaginare il futuro attraverso gli oggetti quotidiani.

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