Joseph-André Motte, designer e architetto d’interni francese
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Joseph-André Motte occupa un posto di rilievo nel rinnovamento dell’arredamento francese del dopoguerra. Il suo percorso non si limita tuttavia alla creazione di mobili: interviene anche nell’architettura d’interni, nell’allestimento di strutture pubbliche, nell’insegnamento e nella riflessione sul mobile di serie. Dalle prime ricerche condotte all’inizio degli anni ’50 fino alle stazioni della metropolitana di Parigi, il suo lavoro accompagna diversi decenni di trasformazione degli interni francesi.
Una formazione orientata verso il mobile moderno
Il suo interesse per il disegno emerge fin dagli anni del liceo a Gap. Prosegue poi la sua formazione all’École des Arts Appliqués di Parigi, dove figurano tra i suoi professori René Gabriel, Louis Sognot e Albert Guénot. Nel 1948, termina gli studi classificandosi al primo posto della sua promozione.
Entra immediatamente a far parte di Pomone, l’atelier d’arte del Bon Marché allora sotto la direzione di Albert Guénot. Vi lavora come decoratore, realizzando al contempo i suoi primi allestimenti per privati e interessandosi già alle possibilità offerte dalla produzione di mobili in serie.
Una nuova tappa si apre quando entra nell’agenzia di Marcel Gascoin. Questo ambiente costituisce allora un importante punto d’incontro per una giovane generazione di creatori. Joseph-André Motte vi conosce in particolare Pierre Guariche e Michel Mortier, con i quali intraprenderà presto un’esperienza collettiva determinante.
L’A.R.P. con Pierre Guariche e Michel Mortier
Nel 1954, Motte, Guariche e Mortier fondano insieme l’Atelier de Recherches Plastiques, meglio conosciuto con la sigla A.R.P. Il loro obiettivo consiste nello sviluppare nuovi modelli destinati a essere prodotti dai fabbricanti e dagli editori francesi.
Due poltrone Coquetier design Atelier de Recherches Plastiques.
Durante i tre anni di esistenza dell’atelier, il gruppo lavora in diversi ambiti dell’arredamento e dell’allestimento d’interni. Steiner e Airborne producono le loro sedute, Disderot le loro lampade e Minvielle i loro mobili.
Per Minvielle, i tre creatori ideano gli “elementi Minvielle”, un sistema di mobili modulari in grado di assolvere a diverse funzioni. L’insieme riscuote un notevole successo commerciale e partecipa alle prime esperienze francesi di mobili venduti in elementi da assemblare.
Credenza dell’Atelier de Recherches Plastiques per Les Huchers Minvielle: Motte, Mortier, Guariche.
Dalla loro collaborazione con Steiner nasce in particolare la serie di sedute 640. A partire da una stessa struttura, l’A.R.P. declina diverse soluzioni di basamenti e braccioli. Anche l’illuminazione costituisce un terreno di sperimentazione. Per Disderot, l’atelier utilizza in particolare il Rotaflex, un materiale plastico allora recente.
La lampada tripode prodotta da Rotaflex negli anni ’50, modello R1.
Stabilito in rue du Faubourg-Saint-Antoine a Parigi, il loro studio partecipa anche ai grandi appuntamenti dedicati all’arredamento. L’A.R.P. progetta in particolare uno stand al Salon des arts ménagers del 1955 e vince, nello stesso anno, i primi due premi di un concorso organizzato dal Centre technique du bois.
L’esperienza si conclude nel 1957, nel momento in cui le carriere personali di Motte, Guariche e Mortier prendono ciascuna maggiore slancio.
Joseph-André Motte e il Groupe 4
L’A.R.P. non costituisce l’unica avventura collettiva a cui partecipa Joseph-André Motte. Già nel 1952, si unisce al Groupe 4, iniziativa lanciata dall’editore Georges Charron con René-Jean Caillette e incoraggiata da Louis Bruillard, caporedattore della rivista Meubles et décors.
René-Jean Caillette, scrittoio con ribalta. Edizione Groupe 4 Charron, circa 1952.
Al fianco di René-Jean Caillette, Geneviève Dangles e Alain Richard, Motte partecipa alla progettazione di un arredamento contemporaneo previsto per una produzione in serie. Questa partecipazione simultanea al Groupe 4 e all’A.R.P. pone Motte al centro delle ricerche che rinnovano allora il mobile modernista francese.
Steiner, Disderot e le creazioni personali di Joseph-André Motte
Joseph-André Motte lavora con diversi materiali, tra cui il legno, il giunco e l’acciaio inossidabile. I suoi modelli sono prodotti da diversi editori di rilievo del periodo, in particolare Steiner, Minvielle, Charron e Disderot, e sono regolarmente presentati al Salon des arts ménagers e al Salon des artistes décorateurs.
L’anno 1957 costituisce una tappa fondamentale, poiché riceve il premio René-Gabriel. Al Salon des arts ménagers dello stesso anno appare in particolare la poltrona 740 prodotta da Steiner. Il modello associa volumi generosi a un basamento in acciaio inossidabile ed è commercializzato sotto forma di seduta consegnata in kit. Incontra un notevole successo commerciale.
Per Disderot, Motte sviluppa parallelamente diversi apparecchi d’illuminazione. La lampada J13, datata 1959, associa in particolare un diffusore in vetro bianco a doppio strato a una silhouette il cui disegno evoca un’influenza giapponese.
La sua partecipazione all’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958 gli conferisce un nuovo riconoscimento. Nell’appartamento a canone moderato progettato dall’architetto André Hermant, si occupa della camera dei genitori e riceve per questo allestimento il Grand Prix.
Dal mobile ai grandi programmi di architettura d’interni
La carriera di Joseph-André Motte si sviluppa progressivamente ben oltre la sola progettazione di mobili. Alla fine degli anni ’50 e durante i decenni successivi, interviene su diversi programmi pubblici di ampia portata.
Tra il 1958 e il 1961, lavora all’allestimento dell’aeroporto di Orly. I suoi interventi riguardano le installazioni terminali e la zona di transito, ma anche diversi spazi e servizi associati al sito, tra cui un oratorio, un hotel, una sala da tè e diversi negozi.
Le poltrone 740 di Motte affiancano le poltrone Shell di Eames a Orly negli anni ’60 (Fonte: Inventaire Ile de France)
Nel 1962, realizza per la Maison de la Radio gli uffici della direzione generale e le sale conferenze.
Collabora inoltre con il Mobilier National. Nel 1967, nell’ambito dell’arredamento dei palazzi nazionali, progetta in particolare una scrivania destinata a un alto funzionario. L’acciaio inossidabile, l’ebano di Macassar e la pelle vi occupano un posto preponderante.
Queste realizzazioni mostrano quanto il suo lavoro evolva tra diverse scale: il singolo mobile, lo spazio interno e i programmi istituzionali.
Lo stile Andreu-Motte nella metropolitana di Parigi
All’inizio degli anni ’70, Joseph-André Motte intraprende uno dei suoi progetti più visibili. Firma con il comitato estetico della R.A.T.P. un contratto relativo alla modernizzazione di vecchie stazioni della metropolitana di Parigi.
Il programma, condotto fino al 1983 sotto la direzione dell’architetto Paul Andreu, darà vita a quello che oggi è designato come lo stile Andreu-Motte.
Il principio si basa su un ambiente ampiamente dominato dal bianco, al quale Motte associa elementi colorati. Il colore interviene in particolare nelle rampe luminose e nelle sedute specifiche di ogni stazione.
La stazione della metropolitana Porte de Charenton, allestita in stile “Motte” (Fonte Wikipedia)
La seduta cosiddetta “a guscio” adotta una costruzione volutamente elementare: una scocca in metallo smaltato installata su una panca in muratura. Diventa uno degli elementi immediatamente riconoscibili di questi allestimenti.
In totale, Joseph-André Motte interviene su circa un centinaio di stazioni parigine.
Trasmissione, insegnamento e riflessione sul design
Motte non si limita alla pratica del mestiere. Scrive anche su questioni legate al mobile di serie e all’organizzazione dello spazio e collabora a diverse pubblicazioni dedicate alla decorazione. Partecipa in particolare alla rivista Arts Ménagers, dove contribuisce, insieme ad altri professionisti, ai contenuti dedicati all’arredamento e alla decorazione.
La sua esperienza viene trasmessa anche attraverso l’insegnamento. Interviene come professore o conferenziere in diversi istituti, tra cui l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, l’École Nissim de Camondo e l’École Boulle.
Joseph-André Motte, una figura di spicco del design francese del dopoguerra
Dai suoi primi mobili di serie agli allestimenti della metropolitana di Parigi, Joseph-André Motte costruisce così una carriera particolarmente estesa. L’A.R.P., il Groupe 4, le sue collaborazioni con Steiner e Disderot, i suoi interventi per grandi istituzioni francesi e la sua attività di insegnante illustrano le diverse dimensioni del suo lavoro.
Il suo percorso testimonia soprattutto una medesima volontà applicata ad ambiti molto diversi: adattare la creazione ai nuovi usi, che si tratti di progettare una seduta prodotta in serie, di organizzare uno spazio amministrativo o di ripensare l’ambiente quotidiano dei viaggiatori della metropolitana.
Joseph-André Motte sarà nominato Commandeur des Arts et des Lettres, riconoscimento che corona questa lunga attività di designer e architetto d’interni.
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