Scrivania evolutiva, Pierre Gautier-Delaye

Scrivania ad altezza modulabile in rovere biondo, vano apribile sotto il piano in laminato bianco. Disegnata da Pierre Gautier Delaye per Vergnères editore, metà degli anni ’50.

  • Accuratamente e pazientemente restaurato dal nostro restauratore, questo testimone settantenne della storia del design francese mostra ancora l’insolenza delle sue linee come ai suoi primi giorni.
  • L 89 CM X P 53 CM X H 73 CM.
  • Peso utile 8,5 CM.
  • Un piccolo segno di usura sulla parte superiore (vedi foto).

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Pierre Gautier-Delaye e il rinnovamento del mobile francese degli anni ’50

Questa scrivania evolutiva è opera di Pierre Gautier-Delaye, architetto d’interni e designer di mobili francese che partecipa, nel corso degli anni ’50, al profondo rinnovamento dell’arredamento del dopoguerra. Il suo approccio si basa su una grande economia di mezzi: linee semplici, volumi chiaramente costruiti e una particolare attenzione rivolta alle proporzioni e ai dettagli di assemblaggio. Questa economia di mezzi è spinta all’estremo: un dispositivo di regolazione molto semplice integrato nel basamento permette di adattare l’altezza del piano e della traversa alla statura del bambino, prolungando così l’uso della scrivania durante la sua crescita. Una forma di sostenibilità ante litteram.

Scrivania in rovere biondo di Pierre Gautier Delaye vista di sbieco

Sulla scrivania di Pierre Gautier-Delaye, piano e traversa sono regolabili. Un’economia di mezzi nel senso più ampio del termine. Edizione Vergnères, circa 1954.

 

Parallelamente alla sua attività di architetto d’interni, in particolare per Air France di cui allestisce numerose agenzie, Gautier-Delaye sviluppa un importante lavoro dedicato al mobile di serie. Nel 1956, riceve il premio René-Gabriel per un set in mogano presentato al Salon des arts ménagers sullo stand del suo editore Vergnères. Questo riconoscimento premiava precisamente una concezione del mobile moderno destinata ad associare qualità del disegno, funzionalità e produzione accessibile.

Nello stesso anno, Gautier-Delaye presenta al Salon des arts ménagers un set in pino delle Landes comprendente in particolare una libreria a cassettoni. Questa presentazione costituisce una delle prime manifestazioni dei Meubles Week-End, che diventeranno una delle realizzazioni più caratteristiche del suo lavoro.

I Meubles Week-End: semplicità, leggerezza e savoir-faire

Le creazioni di Pierre Gautier-Delaye si distinguono per una semplicità che non esclude mai la raffinatezza. La leggerezza del disegno si ritrova tanto nella giunzione di un basamento con un piano quanto nel leggero stacco di uno schienale di sedia. Dietro l’apparente evidenza di questi mobili si cela così un’attenzione molto precisa rivolta alle proporzioni, agli assemblaggi e alla qualità d’esecuzione.

Questo approccio si iscrive nel solco del mobile funzionale sviluppato nel dopoguerra attorno a creatori come Marcel Gascoin, pur conservando un’identità propria. La letteratura dedicata a Gautier-Delaye evoca d’altronde, a proposito di alcune sue creazioni, un «Gascoin economico»: un mobile ridotto all’essenziale, razionale e destinato a una diffusione relativamente ampia.

Una parte importante di questo successo risiede nella sua collaborazione con l’ebanista Lucien Vergnères. Gautier-Delaye incontra quest’ultimo tramite Gilbert Poillerat. Vergnères, il cui laboratorio parigino lavora anche per decoratori come Jacques Adnet, Jean Pascaud o André Arbus, apporta al progetto una solida maestria dell’ebanisteria tradizionale.

Questo incontro tra disegno moderno e savoir-faire artigianale trova un’espressione particolarmente compiuta nei Meubles Week-End. Ispirato dalle tradizioni del mobile montano e dall’utilizzo di legni semplici, Gautier-Delaye immagina una gamma completa comprendente in particolare tavoli, sedie, credenze, letti, armadi e comodini. Poco costosi e concepiti per un uso quotidiano, questi set incontrano rapidamente un successo importante.

Un mobile moderno che non rinnega le proprie origini

L’interesse dei Meubles Week-End risiede precisamente in questa capacità di conciliare modernità e tradizione. Gautier-Delaye non cerca di cancellare il carattere del materiale dietro un’estetica industriale. Al contrario, semplifica i principi costruttivi derivati dal mobile popolare per adattarli ai nuovi stili di vita del dopoguerra.

Questo approccio si ricollega ad alcune ricerche condotte nello stesso periodo da Charlotte Perriand, Gio Ponti o Hans J. Wegner: utilizzare materiali familiari e tecniche collaudate per creare un mobile moderno, funzionale e suscettibile di essere prodotto in serie.

Il successo dei Meubles Week-End fu tale che furono abbondantemente copiati. Il loro impiego di legni semplici e il rifiuto di ogni effetto decorativo superfluo annunciano inoltre alcuni orientamenti del mobile degli anni ’70, quando la crisi petrolifera e il declino del tutto-plastica contribuiranno a rivalutare materiali naturali e costruzioni più elementari.

Questo mobile testimonia così un periodo particolarmente fecondo del mobile modernista francese, durante il quale creatori come Pierre Gautier-Delaye cercano di riconciliare disegno contemporaneo, produzione in serie e tradizione artigianale.

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