Grande Buddha birmano in piedi a Pātra-Mudrā (163 cm)
€9800,00
- Imponente immagine birmana del Buddha in legno laccato e dorato, raffigurata su un piedistallo decorato con petali di loto stilizzati. Le sue mani pātra-mudrā, un gesto di accettazione delle offerte, un tempo reggevano la ciotola delle elemosine in cui i fedeli riponevano le loro offerte.
- Periodo Mandalay, XIX secolo.
- Provenienza: Collezione Claude de Marteau
- Venduto con certificato di origine.
- H 163 cm x L 45 cm x P 26 cm
- Peso: circa 44 kg
- La fiamma probabilmente non è originale, anche se è stata trovata attaccata alla statua nella casa di Claude de Marteau.
- L’arte buddista si distingue per il suo abbondante simbolismo, la sua ricca storia e le sue numerose varianti regionali, ognuna delle quali porta l’impronta culturale e spirituale del suo luogo d’origine. Tra queste espressioni emblematiche c’è la statua del Buddha con la sua ciotola delle elemosine. Queste immagini sacre riflettono la tradizione buddista Theravada (Insegnamento degli Antichi), che enfatizza la conservazione degli insegnamenti originali del Buddha storico e la vita monastica (come nel canone Pali) come via per l’illuminazione…Questa postura simboleggia l’impegno ad una vita di umiltà, disciplina e devozione.
- Originaria di Mandalay, l’ultima capitale reale della Birmania, questa scultura va oltre l’aspetto puramente estetico: riflette i valori fondamentali del buddismo e testimonia il profondo rispetto accordato alla vita monastica.
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Fondata nel 1857 dal re Mindon, Mandalay divenne rapidamente un importante centro di cultura e spiritualità buddista. Questa città, caratterizzata da una forte tradizione religiosa, vide lo sviluppo di un singolare stile scultoreo, noto come stile Mandalay (1853-1948). Questo stile, che fiorì sotto la dinastia Konbaung (1752-1885), è caratterizzato dalla finezza dell’esecuzione, dall’eleganza delle forme e da una particolare intensità spirituale.
Dipankara è raffigurato nella prima posizione, in piedi a destra. Sumedha (il futuro Shakyamuni, è di fronte a lui)
In una vita precedente, Gautama Buddha (Shakyamuni), allora chiamato Sumedha, era un ricco bramino diventato eremita. Si inginocchiò e stese i suoi lunghi capelli neri a terra in modo che il Buddha Dipankara potesse attraversare una pozza di fango senza sporcarsi i piedi. Questo incontro avvenne molto prima del risveglio di Sumedha, che in seguito sarebbe diventato Gautama Buddha (Shakyamuni).
Bibliografia: “Scultura buddista birmana – La collezione Johan Möger”, Otto Karow, White Lotus, p.152












