Sgabelli di Isamu Kenmochi per Akita Mokko, anni ’60
- Coppia di sgabelli del designer modernista Isamu Kenmochi (1912–1971) per Akita Mokko, Giappone, edizione degli anni ’60.
- Gambe in legno curvato a caldo, sedili in ecopelle. Marchio dell’editore sotto la seduta.
- Ad eccezione di una pulizia, le boiserie non sono state restaurate per preservare la loro patina originale.
- Alcuni segni di normale usura sul legno e un minuscolo strappo sulla seduta dello sgabello bianco (vedi foto).
- Venduto come coppia inseparabile.
- Dimensioni: H 45 CM × P 33 CM × L 40 CM.
Venduto
Isamu Kenmochi e l’emergere del design moderno giapponese
Isamu Kenmochi (剣持勇) è tra le figure fondatrici del design industriale giapponese. Formatosi all’Istituto delle Arti Industriali di Tokyo, partecipò alla ricostruzione del Giappone del dopoguerra contribuendo all’emergere di un design che conciliava produzione industriale, uso quotidiano e saperi tradizionali.
Un soggiorno negli Stati Uniti nel 1952 segna una svolta nel suo percorso. Lì incontra Charles e Ray Eames, Marcel Breuer, Eero Saarinen e Ludwig Mies van der Rohe. Questo confronto con il modernismo internazionale lo porta a sviluppare un approccio attento all’equilibrio tra standardizzazione, ergonomia e cultura materiale locale.
Influenzato anche da Bruno Taut, Charlotte Perriand e Isamu Noguchi, Kenmochi difende un design dalle linee pulite, fondato sulla giustezza delle proporzioni e sulla leggibilità delle strutture. Nel suo libro Japanese Modern, descrive questo approccio come una tensione controllata tra macchina e mano, ragione ed emozione.
Gli sgabelli progettati per Akita Mokko, presentati già nel 1958 durante la mostra La vie en appartement presso il grande magazzino Matsuya a Tokyo, illustrano pienamente questo approccio. Impilabili e adatti alla vita urbana, traducono una concezione del mobile funzionale e durevole, la cui produzione è proseguita per diversi decenni.
Senza effetto decorativo, questi pezzi si basano su una costruzione chiara e proporzioni equilibrate, caratteristiche del design giapponese dei primi anni ’60, dove il mobile si ritira a favore dell’uso e dello spazio.









