Plafoniera Doria in cristallo soffiato
€1280,00
Plafoniera rotonda composta da una corona di elementi curvati in cristallo soffiato, ritmata da sottili lamelle in ottone, e chiusa al centro da una lastra di vetro satinato attraversata da venature trasparenti. Edizione Doria di fine anni ’60 o inizio anni ’70.
- La struttura dell’apparecchio è in metallo laccato bianco, dotata di 6 portalampada E27.
- Lampadine LED in dotazione
- Diametro 40 cm x H 15 cm.
- Bastano 5 minuti per fissare e collegare la base. Il montaggio completo richiede 15–20 minuti.
- Spedizione tracciata con corriere in un imballo robusto e sicuro, assicurato al 100% del suo valore.
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Una plafoniera in cristallo per il soggiorno, la sala da pranzo o l’ingresso
Per il suo diametro generoso e la ridotta altezza, questa plafoniera è particolarmente indicata per gli ambienti in cui si desidera un apporto di luce importante senza l’ingombro di una sospensione. Le sue sei lampadine offrono un’illuminazione ampia, la cui intensità è interamente addolcita dalla costruzione dell’apparecchio: il vetro satinato centrale diffonde la luce, gli elementi curvati in cristallo attraversati da filamenti la frammentano e la riflettono. Le lamelle opache in ottone interrompono con regolarità il passaggio diretto della luce, offrendo al contempo un’interazione calda con gli altri corpi illuminanti e con la luce diurna.
Il risultato è particolarmente interessante in un soggiorno, una sala da pranzo o un ingresso: una luce generosa ma non abbagliante, distribuita nell’ambiente da una successione di trasparenze, riflessi e zone più opache. Anche da spenta, la plafoniera conserva una forte presenza decorativa grazie al contrasto tra cristallo chiaro, vetro satinato e ottone.
Doria Leuchten: quando il cristallo e il vetro plasmano la luce
Doria non si limitava ad assemblare i propri apparecchi: la maison disponeva di una vetreria interna e impiegava direttamente soffiatori, incisori e metallisti. Questa padronanza interna le consentiva di lavorare il vetro come una vera materia luminosa, giocando su spessori, rilievi, trasparenze e texture. Sul modello delle grandi vetrerie di Murano attive nello stesso periodo, Doria aveva fatto del vetro non più un semplice diffusore, ma uno dei principali mezzi per scolpire la luce.














