Lampadario Sputnik « Dente di leone » – Emil Stejnar per Rupert Nikoll
€1400,00
- Emil Stejnar per Rupert Nikoll editore, lampadario detto “Dente di leone” o “Fiocco di neve”, Austria, circa 1960.
- Esemplare molto bello, ben conservato.
- Elettrificazione verificata.
- Le lampadine LED Gold sono fornite con questo lampadario.
- H 95 cm × diametro 40 cm.
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Lampadario Sputnik “Dente di leone” di Emil Stejnar per Rupert Nikoll
Questo lampadario Sputnik “Dente di leone” in ottone e vetro, disegnato da Emil Stejnar per l’editore Rupert Nikoll, fa parte del rinnovamento del design viennese del dopoguerra. Sviluppato a partire dalla metà degli anni ’50, questo modello si distingue per una struttura radiante composta da molteplici aste metalliche che terminano con elementi in vetro, evocando un’infiorescenza in espansione.
A Vienna, questo periodo corrisponde a una trasformazione dei luoghi di socialità. Alla fine degli anni ’60, i caffè tradizionali declinano mentre i locali di tipo espresso si sviluppano rapidamente. Progressivamente, i due modelli si avvicinano: le macchine da espresso sostituiscono il caffè Carlsbad, gli spazi si aprono e vi si ritrovano sia sedute che giornali, in un contesto modernizzato.
Architetti e designer vengono quindi sollecitati per progettare questi nuovi interni. Emil Stejnar, formatosi come orafo e attivo presso Rupert Nikoll, realizza verso il 1955 un apparecchio d’illuminazione emblematico per il caffè “Ohne Pause Espresso”, situato sul Graben a Vienna. Questa sospensione sferica in ottone, ornata da elementi in vetro, proietta effetti luminosi complessi sulle pareti e sul soffitto. Ispirato in particolare dall’immaginario dei fenomeni stellari, Stejnar sviluppa un linguaggio formale basato sulla moltiplicazione dei punti luminosi.
I modelli “Dente di leone” e le loro varianti “Pyra” partecipano a questa ricerca. Illustrano un approccio in cui la luce diventa un elemento di composizione a tutti gli effetti, al contempo decorativo e strutturante nello spazio. L’editore Rupert Nikoll, attivo in Austria tra gli anni ’50 e ’70, ha ampiamente contribuito alla diffusione di questi apparecchi d’illuminazione, oggi ricercati per la loro qualità costruttiva e la loro presenza scultorea.






