Mobile brutalista
Oggi, il termine mobile brutalista designa il più delle volte grandi credenze, madie o tavoli e sedie in legno massiccio che hanno segnato il design degli anni ’60 e degli anni ’70
Mobile brutalista: la materia oscura del design degli anni ’70
Oggi, il termine mobile brutalista designa il più delle volte grandi credenze, madie o tavoli e sedie in legno massiccio che hanno segnato il design degli anni ’60 e degli anni ’70. Per estensione, questa estetica si esprime anche attraverso alcuni apparecchi illuminanti e applique murali brutaliste, più spesso in acciaio annerito, ottone tagliato a fiamma… Molto apprezzati da architetti e interior designer, questi mobili contenitori vintage si distinguono per i loro volumi potenti, le loro facciate scolpite con composizioni geometriche. Nel mercato del design del XX secolo, questa denominazione evoca oggi molto spesso le produzioni in rovere massiccio con finiture scure o nere, diventate emblematiche di questa estetica.
Il legno è spesso spazzolato (rovere strappato), profondamente scolpito o lavorato a rilievo per rivelarne tutta la texture. Le facciate giocano con la luce grazie a motivi geometrici, a punte di diamante o circolari, mentre le tonalità nere o ebanizzate accentuano i contrasti e conferiscono a questi mobili una presenza quasi misteriosa. Se oggi questa finitura è la più ricercata, il brutalismo non si limita ai legni neri: alcuni mobili conservano la loro tonalità naturale o sono realizzati in altre essenze, esprimendo la stessa forza dei volumi e lo stesso gusto per la materia.
Che si tratti di una credenza, di una madia, di un mobile bar o di un tavolo, il brutalismo privilegia sempre la struttura nel suo ritmo, le proporzioni e la lavorazione del materiale piuttosto che il decoro aggiunto. Questo approccio conferisce a ogni creazione un’identità forte che continua a sedurre gli amanti del mobile di design.
Dalle origini architettoniche ai produttori belgi
Questo stile trova la sua origine nel movimento architettonico brutalista, apparso negli anni ’50 come estensione del movimento moderno. L’ispirazione iniziale di questa corrente proviene in particolare dalle ricerche di Ludwig Mies van der Rohe così come dall’opera architettonica di Le Corbusier, prima di essere sviluppata da architetti come Marcel Breuer per citarne solo uno. La sincerità dei materiali, la leggibilità della struttura e la riduzione dell’ornamento alla sua forma più basilare diventano così i fondamenti di una nuova estetica che influenza rapidamente il mondo dell’architettura d’interni.
Se le prime realizzazioni compaiono già negli anni ’50, è soprattutto nel corso degli anni ’60 e ’70 che il mobile brutalista conosce il suo apogeo. Il Belgio diventa allora un centro importante di questa produzione, con produttori come De Coene Frères, il designer e pittore Jean Batenburg e i fratelli Frans e Herman Defour, creatori della collezione Torino. Le loro creazioni, realizzate principalmente in rovere massello, sono oggi diventate una delle firme dello stile brutalista.
Per molto tempo, molti mobili brutalisti neri sono stati attribuiti a De Coene Frères. Le ricerche condotte a partire dagli archivi di Defour, azienda belga fondata dai fratelli Frans e Herman Defour, hanno tuttavia permesso di riassegnare una parte di questa produzione a questo produttore. Questa confusione si spiega probabilmente con il fatto che Defour subappaltò presso De Coene durante gli anni ’60.
Da Vintage Addict, ogni mobile brutalista è selezionato per la sua autenticità. Quando le condizioni lo richiedono, viene restaurato con cura nel nostro laboratorio di restauro, nel rispetto dei materiali, delle finiture e dello spirito del suo creatore. Questo approccio consente di preservare nel tempo il carattere di questi pezzi emblematici del design belga dei Trenta Gloriosi.